Chiara Mazzetti, in “arte” Chiara Lev Mazzetti, è una ragazza, giovanissima, che ha trovato il suo personale modo per comunicare con gli altri: la poesia.

Chi si aspetta di leggere le classiche poesie d’amore o di dis-amore resterà, forse, deluso. Quelle di Chiara Lev Mazzetti sono molto di più, sono liriche che registrano le modulazioni della grammatica del discorso amoroso; un discorso che è un soliloquio fondato sull’assenza, sull’abbandono da parte della donna amata.

La lirica di Chiara Lev Mazzetti

La lirica di Chiara Lev Mazzetti è una lirica ispirata, idealmente, alle poesie di Antonia PozziPatrizia Cavalli.

Sono versi liberi e semplici, dove la semplicità assume qui una connotazione positiva. Le sue poesie sono strutturate in modo abbastanza simile: l’amato entra nella vita dell’amata sconvolgendone l’ordine del mondo e così, come è entrato, ne esce seminando diperazione nel cuore e nella vita della donna.

Ecco proposto un passaggio che spiega proprio quello appena detto


“Hai detto una parola da anni a caso
ed io ci muoio…
…concepire che morirò moriremo
e non partorire altro”


La storia di Chiara Lev Mazzetti

Chiara Lev Mazzetti non ricorda quando ha iniziato a scrivere perchè, come ha riportato in un’intervista, “Ho sempre scritto. Ad undici anni ho scoperto la poesia, la professoressa di italiano ne era appassionata; imparavo a memoria lunghissimi versi di Pascoli e Leopardi. Smisi di scrivere in prosa e mi accorsi che la poesia mi fosse più congeniale, anche se quello che scrivo lo chiamo “appunti”, “scritti”, “quellochescrivo”, non poesie.”

Una cosa ha ben chiara, senza poesia non può vivere: “Passereste giorni interi senza lavarvi le mani? Quanto tempo resistereste senza un buon caffè? Se vedeste qualcuno in difficoltà per strada, non vi fermereste ad aiutarlo? 
Le sensazioni che avete provato in risposta/reazione a questi quesiti potrebbero essere ciò per cui scrivo.”

Un parallismo con Michele Mari

Molti saranno d’accordo con me quando dico che un parallesmo tra Chiara Mazzetti e Michele Mari è possibile.

Nel suo fortunato “Cento poesie d’amore a Ladyhawke” c’è la fedeltà al cosiddetto “duro accordo” per il quale, come scrive il poeta “sempre sarò fedele a chi mai troverò“.

Questo concetto di amore è quello che vede la volontà di amare tutti gli altri per sopperire all’assenza.

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