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Le nostre anime di notte

Kent Haruf

da | Aprile 26, 2018 | Libri

le nostre anime di notte

Anagrafica:

Autore: Kent Haruf
Data: Febbraio 2017
Pagine: 176

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Recensione

“Che altro vuoi sapere?
Da dove vieni. Dove sei cresciuta.
Com’eri da ragazza. Com’erano i tuoi genitori.
Che rapporto hai con tuo figlio. Come mai ti sei trasferita a Holt.
Chi sono i tuoi amici. In cosa credi.
Ci divertiremo un sacco a parlare, eh? disse lei.
Anch’io voglio sapere tutto di te.
Non abbiamo fretta, disse lui.
No, prendiamoci il tempo che ci serve”.


“Le nostre anime di notte” è per chi è stato a Holt con la Trilogia della pianura (Canto della pianuraCrepuscoloBenedizione) e non vede l’ora di tornarci, ma è soprattutto per chi, a Holt, non ci è ancora mai stato.

Non è mai tardi per essere felici. Non è mai tardi per sentirsi completi. Addie e Louis raccontano, ricostruiscono per se stessi e per noi la storia delle loro vite, immaginando di stravolgerne un esito che sembra segnato e, con una consapevolezza forse tardiva ma non meno efficace, si rendono artefici di quel cambiamento che per errore siamo soliti attribuire all’età giovane o adulta. Mai a quella senile.

Nel libro, in un passaggio, si legge:


“Sto parlando di attraversare la notte insieme. E di starsene al caldo nel letto, come buoni amici.
Starsene a letto insieme, e tu ti fermi a dormire.
Le notti sono la cosa peggiore non trovi?”


La storia dei protagonisti di "Le nostre anime di notte"

Addie e Louis sono entrambi anziani e vedovi, Addie dopo che il marito è morto trova le notti piene di pensieri e inquietudini e pensa che loro due potrebbero farsi compagnia. Lei cerca qualcuno con cui parlare, con cui confidarsi e sceglie Louis non perché le sia stato da sempre amico, ma proprio perché non lo conosce benissimo.

Come è facile pensare, sono tanti i dubbi, e con essi le paure, che possono nascere tra coloro che vivono una situazione come questa, ma ecco che Addie interviene dando a Louis ed indirettamente al lettore uno dei più bei insegnamenti che si possa mai ricevere. Louis, infatti, le chiede che cosa penserà la gente che lo vedrà andare solo di notte da lei. Addie gli risponde che ha smesso di preoccuparsi della gente da un bel pezzo e che non si interessa di ciò che gli altri pensano.


“Non facciamo niente, se ti riferisci a quello.
No, non mi riferivo a quello.
In ogni caso non lo facciamo. Non l'abbiamo fatto.
Farai bene a deciderti. Non vorrai mica diventare vecchia come me”.
“Per noi le emozioni non sono finite. Non siamo diventati aridi nel corpo e nello spirito”.


Il ruolo delle passioni

Se c’è una paura legata alla vecchiaia, è proprio questa: il venire meno della possibilità di sentire e volere fortemente, l’essere costretti ad accontentarsi di passioni sbiadite. Haruf sventa questa paura e in questo romanzo mette in scena la rappresentazione della felicità mancata. Non perduta, ma ritrovata. O forse trovata per la prima volta. Un dolore, capace di piegare una famiglia per sempre, ha ridotto Addie a condurre una vita priva di passione, ma a recitare al tempo stesso la parte della moglie serena e amata. Louis si è sempre sentito caratterialmente inadeguato, incapace di afferrare la felicità, quando l’ha provata, incapace di seguire la chiamata a essere più di un mediocre professore. E ha vissuto col senso di colpa per aver fatto del male a chi amava, senza per altro essere stato felice.

Addie e Louis non sono eroi, come mai lo sono i personaggi di Haruf. È proprio il loro essere ordinari a rendere incredibilmente umano e verosimile tutto ciò che fanno.  Nelle loro confessioni notturne, Addie e Louis ricordano ormai senza paura tutti gli eventi dolorosi che hanno scandito le loro vite, ricordano tutte le volte in cui non sono riusciti a essere come avrebbero voluto. Non è mai tardi per la consapevolezza, sembra dirci Haruf. Il tempo del riscatto, il tempo per essere migliori non si esaurisce mai. 

L'amore in "Le nostre anime di notte"

L'amore tardivo, non carnale ma spirituale, tra Addie e Louis è commovente: si abituano notte dopo notte alla presenza dell’altro, senza mettersi fretta, sapendo che non c’è niente che li tiene legati e che sono liberi di sciogliere il loro rapporto in qualsiasi momento.

Delicata e perfetta, la storia di Louis e Addie non riguarda il sesso ma il bisogno di amicizia, di intimità. Addie e Louis hanno smesso di avere paura degli altri. Tardi, ma lo hanno fatto. E hanno scoperto la strada per la felicità.

Questo libro è edito nneditore

Mi chiamo Virginia...

Nata a Desio, in provincia di Monza, 25 anni, 153 cm e mezzo (!!!).

Blogger per passione prima e per lavoro poi, credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, che spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

Leggo circa 12 libri al mese, e li recensisco sul mio Blog LeggIndipendente.

Se vuoi farmi sapere cosa ne pensi, consigliarmi un libro, o anche solo fare due chiacchiere, puoi scrivermi a virginia@leggindipendente.com

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