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Fiore di cactus

da | Giugno 28, 2018

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Recensione

Ciao lettori! Oggi vi parlo di “Fiore di cactus” il libro d’esordio di Francesca Lizzio, giovane autrice siciliana già nota ai lettori di Panesi Edizioni per la sua partecipazione al concorso “Oltre i Media – Raccontalo con un film o una canzone” con il racconto “Giorni“.

Già dalla sinossi del romanzo conosciamo Sara, la protagonista. “Sara è una ragazza timida, intelligente, con la battuta sempre pronta, eppure nasconde la sua fragilità sotto un’armatura. La vita l’ha resa cinica e amara“. Nel corso del romanzo capiamo anche perchè la ragazza si sia costruita una corazza attorno a sè, perchè senta il bisogno di difendersi dagli altri.

Il tema del cambiamento in “Fiore di cactus”

Fin dalle prime pagine di “Fiore di cactus” assistiamo ad un cambiamento. Il cambiamento in questione riguarda proprio la vita di Sara che, ora, è in procinto di trasferirsi in una nuova casa insieme alla sua amica Isa; entrambe, infatti, lavoreranno in una libreria. I cambiamenti si sa, causano destabilizzazione, ma Sara, in fondo, sente che questa nuova avventura è quello che le serviva per riprendere in mano la sua vita e lavorare su se stessa.


Mi dispiace, forse sono banale e socntata, mi dispiace farneticare con mille discorsi
senza senso che per me però un senso ce l’hanno, mi dispiace non saper perdonare,

fare tutto “difficile” perchè per me c’è sempre la fregatura, l’inganno, il conto che pagherò,
mi dispiace non sapermi lasciare andare.
Mi dispiace, mi porto addosso la paura dell’abbandono, ferita di un cuore sconfitto.


Gli elementi fondanti “Fiore di cactus”

Sono due gli elementi fondamentali di questo romanzo, quelli che rappresentano il perno centrale: il diario nel quale Sara scrive i suoi pensieri e le sue riflessioni e il cactus che diventa metafora della vita e dello stato d’animo della protagonista. I cactus sono piante resistentissime, che si sono adattate a vivere nelle zone più inospitali del mondo e per questo motivo simboleggiano durata, perseveranza, fino all’eternità. Con gli aculei cercano di proteggersi da corpi esterni e da ogni minaccia che sentono avvicinarsi, per questo motivo possono sembrare piante fastidiose. Secondo me, però, sono anche le uniche piante a sorprendere; i fiori dei cactus regalano uno spettacolo meraviglioso e solo chi dimostra pazienza e devozione avrà il privilegio di assitere a questa meraviglia.

Chi è Francesca Lizzio?

Ho avuto modo di conoscere Francesca Lizzio dirante una breve chiacchierata in chat e, già dopo solo qualche minuto, mi sembrava di stare davanti ad uno specchio. Io e l’autrice siamo molto simili e questa è una cosa che non mi era mai capitata prima con nessun altra scrittrice o scrittore. Leggendo il suo libro ne ho avuto conferma e ho capito anche di assomigliare atnto alla protagonista, Sara. Francesca stessa ha detto, in un’intervista, di essere legata a tutti i personaggi del libro, ma in particolare con Sara. Anche l’autrice, infatti, assomiglia molto alla protagonista del libro: perennemente in guerra con se stessa, odia la sua timidezza, le piace passare inosservata. Una ragazza che ha tanto da dire e da dare, ma che è anche convinta di non meritare di essere ascoltata.

Potrei continuare a parlarvi di questo libro all’infinito, ma rischierei di svelarvi troppo e togliervi, così, il piacere della lettura. Vi lascio, però, con il messaggio che Francesca Lizzio ha voluto inviare al lettore con il suo libro e che, secondo me, merita di essere letto ed apprezzato:


Molto spesso decidiamo di precluderci qualsiasi occasione perché feriti da esperienze passate, nel tentativo di difenderci da nuove delusioni. Attraverso questa storia mi auguro di riuscire a far cambiare idea a chi sceglie di chiudere la porta a tutto, incluso all’amore. Anzi, soprattutto all’amore. Perché restare al sicuro nella propria tana è soltanto un’illusione. Saper stare da soli è un bene, ma non sta scritto da nessuna parte che si debba starci a vita.


Potete conoscere meglio Francesca Lizzio andandola a trovare sui suoi social:

Mi chiamo Virginia...

Nata a Desio, in provincia di Monza, 25 anni, 153 cm e mezzo (!!!).

Blogger per passione prima e per lavoro poi, credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, che spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

Leggo circa 12 libri al mese, e li recensisco sul mio Blog LeggIndipendente.

Se vuoi farmi sapere cosa ne pensi, consigliarmi un libro, o anche solo fare due chiacchiere, puoi scrivermi a virginia@leggindipendente.com

1 commento

  1. sara

    Ho letto questo libro qualche tempo fa e concordo con te: un libro veramente interessante che merita di essere letto ^_^

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