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La mia vita è un paese straniero

Brian Turner

da | Luglio 3, 2018

la mia vita è un paese straniero

Anagrafica:

Autore: Brian Turner
Data: Ottobre 2016
Pagine: 208

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Recensione

Recensisco oggi il romanzo di Brian Turner, “La mia vita è un paese straniero“, edito NNEDITORE.

Questo romanzo è una sorta di diario che racchiude i ricordi della guerra combattuta dall’autore e i pensieri che, una volta tornato a casa dal conflitto, hanno iniziato ad attanagliarlo, costringendolo a notti insonni e sogni di violenza e sangue.

La mia vita è un paese straniero” sembra essere diviso in due parti: il prima della guerra e il dopo la guerra, due periodi che hanno caratterizzato la vita di Brian Turner e l’hanno sconvolta completamente.


Alzai la mano e dissi Giuro perchè sapevo,
a un livello profondissimo e immutabile,
che sarei partito e mai tornato”.


Nel 2003 il sergente Turner è a capo di un convoglio di soldati nel distretto iracheno. Grazie alla narrazione di Turner anche noi viviamo quei momenti quasi come se ci trovassimo sul campo di battaglia.

I pensieri che l’autore confida al lettore per mezzo di questo romanzo sono tanti e profondi, direi intimi:


Nel giro di pochissimo tempo, qualche giorno al massimo,
l’America scompare. Strade e città si allontanano e
svaniscono, sostituite da frutteti e boschetti di datteri
e dal Tigri, dal paesaggio iracheno di un’epoca di violenza”.


Durante la lettura di “La mia vita è un paese straniero” viviamo le stesse emozioni e gli stessi sentimenti dell’autore e sergente Turner, le sue paure e i suoi timori.


Quasi sempre ho paura. Sono profondamente spaventato.
Una paura così lunga e ininterrotta da diventare normale,
da non farci più caso. Temo di finire a pezzi, con le bandierine
piantate nel terreno accanto a me.
Temo di diventare cieco o storpio. Temo che capiti
lo stesso a qualcun altro della squadra.


Buona parte del libro è dedicata anche al dopo la guerra, a quando il sergente Turner è tornato a casa e racconta di come, anche a distanza di anni, accanto alla moglie addormentata, ha una visione: come un drone sulla mappa del mondo, sorvola Bosnia e Vietnam, Iraq, Europa e Cambogia.

Figlio e nipote di soldati, le sue esperienze si fondono con quelle del nonno e del padre, con i giochi da bambino e le vite degli amici caduti in battaglia.

Così tutti i conflitti si dispiegano sotto di lui in un unico, immenso, territorio di guerra e violenza.

Mi chiamo Virginia...

Nata a Desio, in provincia di Monza, 25 anni, 153 cm e mezzo (!!!).

Blogger per passione prima e per lavoro poi, credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, che spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

Leggo circa 12 libri al mese, e li recensisco sul mio Blog LeggIndipendente.

Se vuoi farmi sapere cosa ne pensi, consigliarmi un libro, o anche solo fare due chiacchiere, puoi scrivermi a virginia@leggindipendente.com

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