Il libro di cui vi parlo oggi è “Come biglia in equilibrio precario” di Riccardo Simoncini, edito Edizioni Convalle.

È una raccolta di racconti, al suo interno infatti troviamo ben quattordici storie. Questi racconti sono caratterizzati da personaggi e storie apparentemente differenti uniti, però da un unico intento: raccontare una storia particolare che rimanga impressa nel lettore e che lo inviti a riflettere.

Ecco, è questo che ho apprezzato di più in questa raccolta: il fatto che ogni racconto abbia un messaggio chiaro inviato dallo stesso autore al lettore.

Riccardo Simoncini ci invita, attraverso le sue storie, a riflettere su sentimenti comuni che, però, proprio per il fatto che sono considerati comuni al genere umano, spesso vengono dati per scontati.

I sentimenti raccontati nel libro

Questi sentimenti sono quelli che formano, in un modo o nell’altro, l’uomo e lo portano a relazionarsi con l’altro o a chiudersi in se stesso; in questo senso troviamo la storia di un anziano signore dedito a trascorrere la vita seguendo una routine fissa, un vecchietto abitudinario che, pero, si isola dagli altri e vive la sua quotidianità in solitudine.

Il primo sentimento che viene analizzato è, quini, la solitudine. Le altre storie hanno invece come centro focale l’amore, quello puro e disinteressato; l’amicizia intesa come potere di unire due o più persone in un legame quasi fraterno; il sentimento, stano e forte che lega genitori e figli.

C’è poi un racconto che è quello che più mi ha colpito, che mi scosso e fatto piangere dalla tristezza. Il racconto è “Sto buono e aspetto” e racconta della fedeltà assoluta e della devozione totale che un cane prova nei confronti del padrone. Circa tre anni fa adottai una cucciola di tre mesi. Blanca, la conoscerete perché compare in diverse foto che posto sulla Pagina Facebook. L’amore che Blanca dimostra nei miei confronti e nei confronti del mio compagno è qualcosa di assoluto, che va oltre a tutto ciò che noi esseri umani conosciamo. È per questo motivo che il racconto che vi ho citato mi ha commosso tanto; si parla di una cane – Akira –  che vive e cresce con Giorgio, il suo padrone (quello che considerava il suo migliore amico). La loro storia sembra andare bene, fino al giorno in cui Giorgio incontra quella che sarà la sua ragazza, una donna che non ama i cani e non è disposta a condividere la vita con Akira. Ecco che ritroviamo il povero cagnolino abbandonato in attesa del ritorno di Giorgio. Anche di fronte ad un abbandono il cane non dimentica il padrone e continua ad essere fiducioso del suo ritorno…

Un piccolo estratto

Il cielo sta piovendo giù come se non ci fosse un domani.
È tutto grigio, buio come se fosse sera.
Il suono della pioggia sovrasta i rumori della città che
si sveglia, li copre e la rende malinconica.
E io ti aspetto facendomi spazio, afferrando la malinconia
per aprire un varco e farti passare.
Senza arrendermi alla tristezza che vorrebbe contagiarmi.
Resisto, barcollo, ti penso e mi rialzo.
E aspetto.
E tutto si ripe ancora.
Aspetto, fiducioso,
te, che sempre arrivi.

Riccardo Simoncini è riuscito a dar vita ad una raccolta di racconti potente, che fa riflettere e che migliora il lettore. Ne consiglio la lettura!

 


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