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Veronica, il musicista e l’introvabile nota – Francesca E. Bianchi

da | Novembre 29, 2018 | Libri

Cari lettori, oggi voglio parlarvi di un libro al quale tengo molto. Mi capita spesso che autori emergenti mi contattino chiedendomi di recensire il loro libro, ma solo una piccola parte di questi riescono a vedere il proprio libri recensito su LeggIndipendente. Questo capita non perché io faccia preferenze, ma perché la maggior parte di chi mi scrive non ha a cuore il proprio libro, ma vuole solo ottenere 5 minuti di celebrità. Poi ci sono autori e autrici incredibili, che con una semplice presentazione mi conquistano, è il caso di Francesca E. Bianchi e del suo libro “Veronica, il musicista e l’introvabile nota”, edito Robin Edizioni.

Prima di parlarvi del libro, mi piacerebbe soffermarmi un momento sul perché ho deciso di recensirlo e perché ritengo Francesca E. Bianchi un’ottima autrice. Per farlo vi racconto una cosa che mi ha detto l’autrice durante una nostra conversazione. Stavamo ragionando su cosa significhi essere un autore e sulla difficoltà di trovarne di umili e Francesca mi ha dato la sua opinione dicendo che l’essere scrittori è per poche persone le quali devono si avere una passione profonda per le parole, ma devo anche essere mosse dall’umiltà di non sentirsi mai arrivati. Se un autore si sente arrivato, smette di ricercare, di studiare, di approfondire le proprie conoscenze.

Francesca E. Bianchi ha studiato, approfondito e lavorato per anni sulle parole e sul loro significato, cercando di migliorare e migliorarsi sempre di più. Per questo motivo ho deciso di leggere il suo libro e ho voluto consigliarlo anche a voi perché sono rimasta molto colpita dalla storia e ho apprezzato molto lo stile che sfiora il genere poetico portando il lettore su un altro livello narrativo.

L’innamoramento

Protagonista della storia è Tommaso, un bambino di sei anni che rimane completamente affascinato dalla melodia prodotta dal pianoforte suonato da Veronica, una ragazzina di quattordici anni che vive di rimpetto alla casa di campagna dei suoi genitori.

Tommaso, benché ancora molto giovane, capisce che quel suono e quella ragazza sono due entità meravigliose che lo attraggono e lo imprigionano in un amore ossessivo. Sia il pianoforte che Veronica accompagneranno, chi fisicamente, chi con il pensiero e il ricordo, tutta la vita di Tommaso il quale, giunto a quarant’anni si trova a dover prendere una decisione molto importante, una di quelle che non coinvolgono solo te in prima persona, ma tutti coloro che ti sono vicini.


“Il mio reale obiettivo era solo quello di arrivare all’estate, andare in vacanza nella casa di campagna e trovare il coraggio di sedermi vicino a Veronica e suonare per lei. Volevo che fosse orgogliosa di me. Volevo che si innamorasse della mia musica e che provasse per me quello che io provavo per lei. Tutte le esibizioni e tutti i premi vinti durante quegli anni erano per me solo un motivo di conversazione, qualcosa di poco conto che mi doveva avvicinare al traguardo finale.”


Il ricordo di Veronica

Tommaso non si limita ad essere semplice spettatore, vuole imparare a suonare il pianoforte e sarà proprio Veronica ad impartirgli la prima lezione. La bravura di Tommaso cresce ogni giorno e ben presto abbandona la casa di campagna per trasferirsi in città dove poter ricevere lezioni private dal rinomato maestro Bossola.

La lontananza da Veronica è una spada conficcata nel cuore che scende sempre più in profondità. La ragazza è sempre presente nei suoi pensieri e l’affetto che prova per lei è qualcosa di indescrivibile che prepotentemente si fa strada nella mente e nel cuore del giovane pianista e non lo abbandona mai.

Il pianoforte

Il racconto è in prima persona, cosa che ho apprezzato molto e che mi ha aiutato ad entrare in empatia con il protagonista. Grazie a questa scelta dell’autrice, possiamo conoscere i pensieri che animano la mente di Tommaso (anche se sarebbe meglio parlare di pensieri che affliggono il protagonista).

La musica è l’elemento salvifico di Tommaso, quello che lo accompagna in ogni momento della sua vita e che lo tiene ancorato alla realtà. Con il pianoforte Tommaso instaura un rapporto particolare; a lui si rivolge direttamente parlandogli come si parla ad un amico. Sia nei momenti di gioia, come in quelli di sconforto e disperazione, il pianoforte è l’unico strumento in grado di aiutarlo.

L’incontro

Tommaso e Veronica si incontrano nuovamente dopo moltissimo tempo; entrambi sono adulti ormai e Veronica ha il cuore spezzato a seguito della fine della relazione con colui che pensava fosse la sua anima gemella. Veronica e Tommaso passano dei giorni insieme, si fanno sempre più affiatati e finiscono a letto insieme.

Tommaso torna a viaggiare e ad esibirsi in giro per l’Europa, ma il pensiero di Veronica non lo abbandona mai, anzi si rafforza e lo spinge a scriverle lettere d’amore che verranno ignorate.

Una nuova ragazza

Passano i giorni, i mesi e gli anni, Tommaso incontra nuovamente Veronica che è accompagnata da Sara, una bambina molto arzilla e curiosa, sempre di buon umore. Molti anni dopo tra i due, Tommaso e Sara, nascerà un amore, tenuto nascosto al padre di lei a causa della differenza di età dei due.

Nonostante la presenza di Sara, la mente di Tommaso è sempre e costantemente rivolta a Veronica che diventa una presenza troppo ingombrante.

La vita di Tommaso arriva a toccare il limite più basso, ma proprio quando sembra che tutto stia andando per il meglio, la vita arriva a rimescolare le carte in tavola e a distruggere Tommaso. A questo punto, il nostro musicista è esausto, la disperazione è tale che anche il pianoforte potrebbe non riuscire a salvarlo

Conclusione

Il libro di Francesca E. Bianchi scorre veloce e la voce di Tommaso entra facilmente nella testa del lettore accompagnandolo nella riflessione sulla sua vita, su quello che ha fatto e quello che avrebbe potuto fare. Questo libro è una delizia per gli occhi e per la mente. È uno di quei libri che una volta chiusi ti rimangono dentro, nel cuore e nella mente e continua a bussarti per stimolare la tua conoscenza e portarti a riflettere.

Mi chiamo Virginia...

Nata a Desio, in provincia di Monza, 25 anni, 153 cm e mezzo (!!!).

Blogger per passione prima e per lavoro poi, credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, che spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

Leggo circa 12 libri al mese, e li recensisco sul mio Blog LeggIndipendente.

Se vuoi farmi sapere cosa ne pensi, consigliarmi un libro, o anche solo fare due chiacchiere, puoi scrivermi a virginia@leggindipendente.com

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