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Fahrenheit 451: il libro brucia di nuovo

da | Gennaio 21, 2019 | Editoria

Nel 1953 i libri che venivano bruciati in “Fahrenheit 451” erano frutto della fantasia di Ray Bradbury che immaginava un futuro dispotico in cui la cultura e il sapere venivano vietati, cancellati, carbonizzati. Ma nel 2019 con il collettivo artistico Super Terrain lo stesso Fahrenheit viene ripensato e bruciato, ma questa volta non per essere distrutto, bensì per essere letto.

UN LIBRO ARTISTICO

Lo studio di design grafico Super Terrain ha rivelato il suo ultimo libro “artistico” che consiste in un’edizione davvero unica della famosissima opera di Ray Bradbury “Fahrenheit 451”.

Bradbury aveva scritto quest’opera pensando ad un futuro distopico in cui i libri venivano proibiti e messi al rogo. I pompieri bradburiani carbonizzavano i libri per impedirne la lettura e in questa nuova versione il libro ci appare proprio così, nero e carbonizzato. Ed è qui che la magia ha inizio, perché questa copia ha proprio bisogno di essere bruciata ma non per distruggerne il contenuto, bensì per farlo emergere, per essere letta. Basta solo un accendino o una fonte di calore e le pagine nere e illeggibili prendono vita e tornano ad essere bianche e piene di parole. Il collettivo Super Terrain ripensa l’opera al contrario e distorce una storia secolare ribaltandone il significato in senso positivo dove il fuoco non è distruzione ma è vita.

LA TRAMA DEL LIBRO

Guy Montag è un pompiere che accende i fuochi, brucia libri nel rispetto della legge, salvaguardando la società del futuro dai colpi di testa dei pensatori. I libri sono banditi, odiati e temuti, considerati un pericolosissimo strumento per forgiare il libero pensiero visto che “rivelano i pori sulla faccia della vita.” È ferma convinzione del regime offrire al popolo una vita tranquilla lontano dalle preoccupazioni, una vita di “gare che si possono vincere ricordando le parole di canzoni molto popolari, o il nome di capitali dei vari Stati dell’Unione o la quantità di grano che lo Iowa ha prodotto l’anno passato.” Tra televisioni grandi quanto pareti e auricolari che diffondono le informazioni del regime viene diffusa la sensazione della “vera informazione” , della partecipazione attiva alla società e alle sue politiche. Si garantisce “la certezza di pensare, la sensazione di movimento” a discapito della realtà, statica e estranea alle decisioni prese dall'alto.

SCELTE

In questo contesto il nostro pompiere incendiario è messo di fronte ad alcune prove, l'incontro con una strana ragazza e un omicidio, che lo destabilizzano nelle certezze e lo incamminano nello sviluppo di una propria coscienza, un modo di pensare autonomo fonte di un nuova rinascita, una nuova e personale discrezionalità dei fatti e delle opinioni. Niente più felicità auto-imposta, niente più emozioni stereotipate messe addosso dal regime e dai suoi strumenti. 

Queste decisioni condannano Montag alla solitudine e all'esilio per salvarsi la pelle, dando, però nuova speranza nel futuro, evidenziando “che non si scoraggia mai, l'uomo, o non si disgusta mai fino al punto di rinunciare a rifar tutto da capo, perché sa, l'uomo, quanto tutto ciò sia importante e quanto valga la pena di essere fatto”.

DISTOPIA O REALTA'?

Poche pagine di per descrivere una distopia, possibile quanto pericolosa che punta il dito sui libri e sulla lettura, capaci di far sviluppare un pensiero autonomo, una morale dando al lettore una propria libertà di azione basata su idee personali. La felicità e la tristezza, l'approvazione e la disapprovazione non sono che facce di una stessa medaglia, senza le quali l'essere umano non è che un fantoccio in attesa del proprio marionettista.

Denuncia semplice e diretta, descritta da uno stile freddo e scarno che, talvolta, indispone suscitando pensieri di abbandono. Le descrizioni dei luoghi e degli ambienti sono ridotte a mere indicazioni per sorreggere la trama, senza arricchimenti o spazialità.

CONCLUSIONE

Il significato che la Super Terrain ha voluto dare a quest’opera non si limita all’azione materiale: la scelta stessa di riproporre in questa visionaria edizione uno dei libri più famosi al mondo e di veicolarla tramite i social pone al centro di tutto ciò la domanda fondamentale di Bradbury, ovvero quale sia il ruolo della memoria nella nostra società contemporanea, dove tutto viene subito dimenticato.

Mi chiamo Virginia...

Nata a Desio, in provincia di Monza, 25 anni, 153 cm e mezzo (!!!).

Blogger per passione prima e per lavoro poi, credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, che spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

Leggo circa 12 libri al mese, e li recensisco sul mio Blog LeggIndipendente.

Se vuoi farmi sapere cosa ne pensi, consigliarmi un libro, o anche solo fare due chiacchiere, puoi scrivermi a virginia@leggindipendente.com

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