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Frotte di pesci rossi

Okamoto Kanoto

da | Maggio 9, 2019 | Libri

221758

Anagrafica:

Autore: Okamoto Kanoto
Editore: Lindau
Data: Novembre 2018
Pagine: 160

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Recensione

Cari lettori, oggi Lucrezia Medici ci parla di "Frotte di pesci rossi" di Okamoto Kanoto.

"Frotte di pesci rossi" è la prima raccolta di racconti di Okamoto Kanoko pubblicata in Italia dalla casa editrice Lindau. Il libro è composto da tre racconti narrati in luoghi e anni diversi, ma con un filo comune: il ruolo della donna, devota al marito e alle tradizioni, ma con un’anima dirompente che richiede a gran voce indipendenza e libertà. 

Okamoto Kanoko

Mi preme sottolineare un accenno della biografia di Okamoto Kanoko, per sottolineare quanto di autobiografico ci sia in questo libro, ricco non solo di note storiche  e delle tradizioni di questo affascinante e misterioso luogo, ma anche delle costrizioni a cui le donne dovevano sottostare, in un’epoca ancora maschilista che rendeva la figura femminile non libera di scegliere. 

L’autrice fu poetessa, narratrice e saggista, affermandosi nella scena culturale nella prima metà del 900.

Si distinguerà come una delle prime donne che si opporrà alle rigide convenzioni presenti in quegli anni , rifiutando un matrimonio combinato per suggellare il suo amore con un nullatenente con cui conviverà fino alle nozze. 

Conosciuta, quindi, per la sua spregiudicatezza che all’epoca fece scandalo, ha uno stile letterario che accompagna il lettore in luoghi ed epoche d’altri tempi, delineando con grande sensibilità e attenzione le più varie sfaccettature dell’animo umano, rendendo ogni suo scritto delicato, introspettivo, colmo di amore e passione. 

Trama

Nel primo racconto da cui pende il nome la raccolta, Frotte di pesci rossi,  l’autrice trascina il lettore alla scoperta della mentalità e delle tradizioni orientali, con uno scritto surreale, che richiama la grande dedizione dei giapponesi per raggiungere la perfezione, dedicando l’intera vita per raggiungere questo obiettivo.

Il protagonista è Fukuichi, un giovane allevatore di pesci rossi che si invaghisce di Masako, la bella figlia del proprietario terriero. Questo amore non sarà mai vissuto, ostacolato dal matrimonio combinato che il padre di Masako le impone e dal differente ceto sociale dei giovani. Nonostante questo, Fukuichi non dimenticherà mai Masako, e continuerà ad amarla per tutta la sua vita, fino a divenire una vera e propria ossessione.

“Fukuichi era in grado di sentire la presenza di lei anche da lontano.”

Masako, chiede a Fukuichi di creare una nuova specie di pesce, che dovrà essere perfetta e quindi unica. Fukuichi farà delle parole di Masako il suo personale mantra e dedicherà l’intera esistenza per creare la specie di pesce rosso più bello del mondo per la sua amata. 

“…penso che i pesci rossi siano gli esseri più liberi e più belli che l’uomo possa creare.”

Nel secondo racconto, Nel Settentrione viene narrata la storia d’amore tra Shiro e Ran.

Shiro, un ragazzo definito idiota e sciocco  si innamorerà perdutamente della dolce Ran che, per evitarle un matrimonio combinato con un altro uomo, decide di diventare un uomo meritevole e quindi le promette di sposarla. Shiro inizierà a lavorare presso una compagnia teatrale come giullare, illudendosi di raggiungere un certo ceto sociale così da poter sposare Ran e da non essere più schernito dalla gente del suo paese. In uno dei viaggi che Shiro compie con la compagnia, Ran lo dovrà attendere invano, rinunciando anche ad uomo che la chiedeva in sposa. 

“E quando finalmente le nostre voci tacquero, potei udire lontano il Mare del Settentrione urlare selvaggiamente nel crepuscolo. E fu come se anch’io fossi da sempre rimasta in attesa, e ancora attendessi, assieme a una vecchia amica, il ritorno di Shiro.”

Nell’ultimo racconto, "Il genio famigliare", viene narrata la storia di Kumeko, una ragazza che vede spezzata qualsiasi sua ambizione, per far ritorno al suo paese d’origine, dopo aver concluso gli studi universitari, per lavorare dietro al bancone di un ristorante, come fecero sua madre e sua nonna. In questo ruolo, Kumeko si sente svuotata dai suoi sogni e dalle sue emozioni, relegata ad un lavoro solo per dover sottostare alle convenzioni sociali. L’incontro casuale con un artista che frequentava abitualmente il ristorante, farà riflettere Kumeko sulla sua vita, sul ruolo della madre e la porterà ad affrontare con tenacia il suo destino. 

“Da quando sua madre è morta, i giorni di Kumeko sono turbati da un garbuglio di pensieri e sentimenti. È un intrico di ansia e d’indomabile ardimento che la spinge a voler comunque far fronte al proprio destino senza cedere alla paura.”

Riflessioni

Ho atteso qualche giorno prima di scrivere una mia riflessione su questo libro, proprio perché ricco di aneddoti molto importanti e attuali, sia a livello sociale che umano. L’autrice analizza ogni sfaccettatura emotiva con precisione, penetrando nell’anima come una freccia, ma con la delicatezza di un petalo di ciliegio. 

Okamoto Kanoko prende per mano il lettore e lo conduce, cullandolo, alla riscoperta di uno stile linguistico d’altri tempi, ricco di descrizioni affascinanti che arricchiscono ogni racconto, esaltando la bellezza e le sfaccettature di ogni ambientazione e di ogni Era.

Ci si immerge nelle usanze e nelle tradizioni giapponesi, con una cadenzata ritualità che rende questo libro una perla fuori dal tempo.

Con grande attualità, ricorda l’importanza dell’indipendenza, della libertà e  della ingiusta disuguaglianza economica e di genere, tendendo ad evidenziare l’unione tra esseri umani, con fragilità e virtù.

Sono sempre le donne, in ogni pagina, ad avere un ruolo rilevante nelle storie che l’autrice racconta, donne ricche nell’anima che pur mantenendo una integrità e una ubbidienza alle convenzione sociali, ricercano la propria strada. 

“Pareva intendesse rimanere seduta lì per sempre, lo sguardo insondabile fisso sulla tovaglia di lino inondata da quel desolato sole invernale.”

 

(RECENSIONE DI LUCREZIA MEDICI)

Mi chiamo Virginia...

Nata a Desio, in provincia di Monza, 25 anni, 153 cm e mezzo (!!!).

Blogger per passione prima e per lavoro poi, credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, che spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

Leggo circa 12 libri al mese, e li recensisco sul mio Blog LeggIndipendente.

Se vuoi farmi sapere cosa ne pensi, consigliarmi un libro, o anche solo fare due chiacchiere, puoi scrivermi a virginia@leggindipendente.com

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