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La versione della cameriera

Daniel Woodrell

da | Maggio 28, 2019

la versione della cameriera

Anagrafica:

Autore: Daniel Woodrell
Editore: NNEDITORE
Data: Marzo 2019
Pagine: 189

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Recensione

Cari lettori, oggi la nostra Fabrizia Volponi recensisce “La versione della cameriera” di Daniel Woodrell, edito NNEDITORE.

La versione della cameriera” di Daniel Woodrell è il primo capitolo della serie di West Table pubblicato da NNEditore. Un libro crudo, la cui narrazione è portata avanti da Alma, una donna eccentrica e orgogliosa, che in modo quanto mai realistico racconta non solo le vicende della sua famiglia, ma anche quelle dei suoi concittadini. Il filo conduttore, quello che tiene con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina, è un tragico evento: l’esplosione di una sala da ballo che ha causato la morte di 42 persone. 

Chi è Daniel Woodrell

Daniel Woodrell, classe 1953, è uno scrittore statunitense, considerato una delle penne più abili tra i colleghi americani ancora in vita. I suoi libri hanno ottenuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il Pen Award e l’International Imac Dublin Literary Award. Tre delle sue opere sono diventati film molto apprezzati, uno dei quali, Un gelido inverno, è stato premiato al Sundance Film Festival con il Gran Premio della Giuria. Woodrell ama ambientare le sue storie nella regione montuosa di Ozark nel Missouri e dona loro elementi inediti di noir e crime fiction. Non a caso, per descrivere i suoi libri ha coniato il termine di “country noir”.

La trama

L’adolescente Alek trascorre l’estate in Missouri, ospite di Alma, l’eccentrica e orgogliosa nonna che ha trascorso la vita a servizio di tante famiglie ricche di West Table. La donna decide di raccontare al nipotino le vicende del suo paese, partendo da un evento traumatico che ha sconvolto l’esistenza di tutti i cittadini: l’esplosione, nel 1929, dell’Arbor Dance Hall. Nella tragedia, tra le 42 vittime, c’è anche Ruby, l’amata sorella di Alma. Quest’ultima racconta ad Alek le vite, gli intrighi, e le bugie che inevitabilmente sono legate alla catastrofe della sala da ballo. Chi ha provocato l’esplosione? Nessuno è mai stato incolpato, ma Alma crede di sapere chi sia il responsabile e proprio per questo decide di ripercorrere con il nipote quella che è stata la vita di West Table prima e dopo la tragedia. Per trovare un certo sollievo personale, ma anche per donare pace alle 42 vittime, Alma narra in modo lucido e crudo aneddoti particolari, tipici della cultura del tempo, arrivando, al termine della storia, a fare il nome del concittadino che ha ‘causato’ la disperazione di tante famiglie.


“Era una vita grama e quegli anni lasciarono ricordi indelebili, destinati a non svanire mai e neppure ad appannarsi”


Alma con una memoria vivida, ripercorre tutta la sua vita, ma anche quella dei suoi concittadini e, senza mai perdere di vista l’esplosione dell’Arbor Dance Hall, riesce ad entrare nelle esistenze di quanti hanno incrociato la sua strada. 

Riflessioni

Ne “La versione della cameriera“, un primo dato che ha stuzzicato la mia curiosità è l’episodio che fa da filo conduttore a tutta la narrazione, ovvero l’esplosione della sala da ballo. Woodrell, infatti, ha scelto di ispirarsi ad un fatto realmente accaduto nel 1928 a West Plain, una cittadina nella contea di Howell, sempre in Missouri. Già da questo punto di partenza si coglie come, lo scrittore, abbia voluto creare un clima quanto mai realistico attorno alle vicende narrate. In poco meno di 200 pagine, troviamo concentrata non solo la vita di Alma, ma anche quella di tantissimi altri personaggi e il linguaggio è drammatico, nel senso più profondo del termine. L’autore alterna presente e passato, compiendo salti temporali che talvolta confondono il lettore e, forse, questo dato può scoraggiare quanti non hanno una buona memoria. La stessa difficoltà la si può incontrare con i nomi dei tantissimi personaggi che arricchiscono ogni singola pagina dell’opera. “La versione della cameriera” è un romanzo che va letto prestando molta attenzione, magari anche prendendo appunti, ma che può regalare un grande coinvolgimento a quanti amano i “country noir”. 

 

(RECENSIONE DI FABRIZIA VOLPONI)

Mi chiamo Virginia...

Nata a Desio, in provincia di Monza, 25 anni, 153 cm e mezzo (!!!).

Blogger per passione prima e per lavoro poi, credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, che spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

Leggo circa 12 libri al mese, e li recensisco sul mio Blog LeggIndipendente.

Se vuoi farmi sapere cosa ne pensi, consigliarmi un libro, o anche solo fare due chiacchiere, puoi scrivermi a virginia@leggindipendente.com

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