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La danza delle dita

Walter Scarpi

da | Giugno 6, 2019 | Libri

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Anagrafica:

Autore: Walter Scarpi
Editore: AUGH Edizioni
Data: Marzo 2019
Pagine: 202

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Recensione

Cari lettori, oggi Tiziana Viganò ci parla del romanzo "La danza delle dita" di Walter Scarpi, edito AUGH! Edizioni.

Questo incantevole libro si presenta come un manifesto poetico dell’Arte italiana, interpretato nel pensiero, nei sogni e nelle fantasie di un gruppo di allievi del secondo anno dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, una delle città italiane dove i capolavori si incontrano ad ogni passo, nel culto della Bellezza.

Lo scrittore, Walter Scarpi, si muove agilmente in una scrittura che rapisce il lettore perché parla a tutti i suoi sensi, alla vista all’udito al tatto alla cenestesi, coinvolgendolo completamente grazie alla sua abilità di usare la magia della comunicazione con le parole: ne risulta un registro elegante e raffinato, ma anche moderno e scorrevole, divertente, adatto a rappresentare il linguaggio dei giovani intorno ai vent’anni, studiato per catturare e mantenere l’attenzione del lettore.

Leggendo le descrizioni dei personaggi, delle loro idee, delle loro azioni, si sente, si vede e si tocca ogni particolare, si è dentro la scena e si interagisce. 

C’è un quid in più in questo modo di scrivere ed è perfettamente funzionale alla narrazione: del resto, l’obiettivo del gruppo di giovani artisti è quello di fondare – o meglio di rifondare, perchè scopriranno che il Futurismo l’aveva già scoperta, l’Arte Tattile, il Tattilismo – un senso dimenticato dalle arti e molto importante, è il più vasto e profondo, perché oltre le sensazioni che provengono dall’esterno comprende anche le sensazioni interne di ogni essere umano, quello che prova nella psiche.

Loris Fratacchioni, detto Fratta, è il protagonista nel gruppo di cinque amici: da bambino amava cambiare colore alle cose e tracciare un perfetto cerchio come il suo compaesano Giotto, ma non gli bastava che semplicemente gli dicessero “Bravo!”, aveva bisogno di elevarsi a qualcosa di veramente speciale, alla grandezza, alla perfezione, andando oltre le tre dimensioni dello spazio: alla gloria, che è molto più della fama. Il libro racconta il suo percorso dall’idea all’esaltazione, dal sentirsi un gigante a cadere nella polvere, in una delusione cocente, in una totale crisi di autostima...ma poi la scoperta della gioia più grande: la vita, l’essere.

Tra un susseguirsi di immagini bellissime, arricchite da metafore dolci, tenere come l’amore che sboccia tra i ragazzi, ma anche divertenti e scanzonate per descrivere la loro vita quotidiana, il loro vivere corale, c’è l’ombra di Linda, la ragazza che non poté diventare una grande artista perché portata via da una morte assurda. Proprio in suo ricordo il gruppo comincia a pensare di creare un capolavoro a partire dall’assenza, per trasformare il dolore in una positività concreta, “per colmare il vuoto di talento: dedicarle un’espressione creativa originale, inventare una forma d’arte nuova, gioiosa, vitale”. 

Cercare un’idea originale non è facile oggi, dopo che l’uomo ha prodotto per migliaia e migliaia di anni espressioni d’arte. Ma cosa definisce la Bellezza? Cos’è un Capolavoro? Che cos’è l’essenza dell’arte? La loro ricerca porta il lettore a ragionare con loro su tante opere d’arte famose, dal David di Michelangelo ai Macchiaioli, dal tempietto del Santo Sepolcro di Leon Battista Alberti a Donatello, l’Astrattismo, la Transavanguardia, dalla Loggia degli Innocenti, il Futurismo...

“La danza delle dita” è un libro fresco, gioioso, vitale, ammaliante come un incantesimo: non perdetelo. 

E... buona lettura!

Walter Scarpi è nato a Marradi (fi) nel 1970 ed è redattore della rivista “Publigiovane”, per la quale cura la rubrica “Vita da Pub” del bimestrale “Fermento Birra Magazine”. Ha pubblicato diversi contributi nel volume “È da tanto che volevo dirti – I genitori italiani scrivono ai loro figli” (Einaudi, 2002) e su riviste come “Prospektiva” e “Gagarin”. Sul blog “Vibrisse”, dello scrittore Giulio Mozzi, ha pubblicato “Opera 222” e altri lavori di teoria della narrazione. Ha ideato “Esalogo”, un ipertesto cubico cartaceo, proponendolo come nuova modalità narrativa. Nel settore dell’arte contemporanea ha collaborato all’organizzazione di mostre e installazioni di maestri come Nagasawa, Spagnuolo, Mulas, Possenti e Visani.

 

(RECENSIONE DI TIZIANA VIGANO')

Mi chiamo Virginia...

Nata a Desio, in provincia di Monza, 25 anni, 153 cm e mezzo (!!!).

Blogger per passione prima e per lavoro poi, credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, che spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

Leggo circa 12 libri al mese, e li recensisco sul mio Blog LeggIndipendente.

Se vuoi farmi sapere cosa ne pensi, consigliarmi un libro, o anche solo fare due chiacchiere, puoi scrivermi a virginia@leggindipendente.com

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