fbpx

Rue de Berne, numero 39

Max Lobe

da | Luglio 30, 2019 | Libri

rue de berne

Anagrafica:

Autore: Max Lobe
Editore: 66THAND2ND
Data: Giugno 2019
Pagine: 171

Naviga i contenuti:

Recensione

Cari lettori, oggi condivido con voi una bellissima pubblicazione di 66thand2nd che narra una storia molto intensa e profonda: "Rue de Berne, 39" di Max Lobe.

TRAMA

Dipita è cresciuto in Rue de Berne, nel cuore del quartiere a luci rosse di Ginevra, accudito da una combriccola wolowoss, lucciole affettuose e pettegole che gli insegnano come stare al mondo e difendersi da spacciatori, «mariti di professione» e venditori di kebab. Ora che è rinchiuso nel carcere di Champ-Dollon, e ha tempo per riflettere sulla propria vita, il ragazzo decide di ricostruire le tappe del viaggio che ha condotto la sua famiglia da un piccolo villaggio del Camerun alla ricca metropoli elvetica: a partire dalle disavventure di sua madre Mbila, introdotta a sedici anni nel giro della prostituzione dopo essere sbarcata in Europa in compagnia di trafficanti e ballerine di bikutsi. Un destino, quello di Mbila, propiziato dal fratello Démoney, ex funzionario pubblico che ha investito tutto quello che aveva per far partire la sorella, da lui cresciuta come fosse una figlia, e salvare la famiglia dalla miseria. Ma, soprattutto, Dipita ci racconta la sua storia personale, quella di un giovane immigrato di seconda generazione che a poco a poco prende coscienza della propria omosessualità ed è costretto a fare i conti, in un tumulto di incontri stupefacenti, con una doppia diversità.

RECENSIONE

La storia è ambientata in due località diverse ed profondamente opposte tra di loro: il Camerun, terra d'origine della famiglia del protagonista, e la Svizzera, luogo nel quale andrà a vivere insieme a sua madre.

In Camerun Dipita e sua madre Mbila lavoravano al mercato vendendo bottiglie di coca-cola, ma grazie allo zio Démoney, fratello di Mbila, il quale aveva promesso una vita migliore in Europa, i due si trasferiscono in Svizzera. In realtà la povera Mbila si troverà quasi subito preda degli sfruttatori sessuali e avviata nella carriera di wolowoss, cioè prostituta.

Dipita fa quello che può per aiutare la madre; rimane accanto a lei come socio, alleato e psicologo come si definisce lui stesso, ascoltando tutte le sue angosce e rispondendo alle sue richieste di aiuto.

Dipita è un ragazzo nero in una Svizzera super bianca e accecata dall'ipocrisia ed è anche omosessuale. Questo essere doppiamente diverso causa a Dipita una grande difficoltà e risulta essere l'ennesimo peso che deve portare sulle sue giovani spalle. Il protagonista vive una situazione familiare molto complessa: è innamorato di un uomo con due occhi blu bellissimi, adora sua madre elogiandone la bellezza e vuole bene allo zio omofono e maschilista, nonostante tutto il male che ha causato alla sua famiglia e, specialmente alla madre, la quale col fratello che l’ha mandata in Europa e venduta come schiava sessuale non parla più.

Max Lobe mette in scena una storia fatta di sofferenza, difficoltà e angoscia attraverso una narrazione incredibile. Lo stile narrativo utilizzato dall'autore, infatti, non appesantisce la storia e non porta il lettore a vivere le disavventure dei personaggi con ansia perchè inserisce sapientemente frasi ed espressioni linguistiche ironiche e sarcastiche: Max Lobe fa ridere anche quando parla di cose profondamente tristi. Il suo intento non è ridicolizzarle e sminuirle, bensì quello di mediare tra comicità e tragedia.

In questo senso il lettore si trova a ridere di alcune situazioni, prendendo quindi le distanze, non sentendosi emotivamente coinvolto e, per questo, riuscendo ad elaborare una riflessione lucida e non accecata dai sentimenti.

"Rue de Berne, 39" di Max Lobe incarna alla perfezione tutte le assurde contraddizioni della nostra epoca e della nostra società, soffermandosi anche su un sentimento perennemente presente nell'animo umano: la gelosia.

L'AUTORE

Max Lobe nato in Camerun nel 1986, risiede in Svizzera da quando ha diciotto anni. Autore di racconti e romanzi, nelle sue opere tratta spesso temi di attualità come l’immigrazione, l’omosessualità e i rapporti interculturali. Con Confidences (2017) ha ottenuto il Prix Ahmadou Kourouma, mentre con La Trinità bantu (66thand2nd, 2017) si è aggiudicato il Premio Salerno Libro d’Europa 2018. Rue de Berne, numero 39 è il suo romanzo d’esordio, vincitore nel 2014 del Prix du roman des Romands.

Mi chiamo Virginia...

Nata a Desio, in provincia di Monza, 25 anni, 153 cm e mezzo (!!!).

Blogger per passione prima e per lavoro poi, credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, che spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

Leggo circa 12 libri al mese, e li recensisco sul mio Blog LeggIndipendente.

Se vuoi farmi sapere cosa ne pensi, consigliarmi un libro, o anche solo fare due chiacchiere, puoi scrivermi a virginia@leggindipendente.com

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ci sei quasi!

Sei a un passo dal ricevere il Settimanale Indipendente! Non ti invierò mai alcun tipo di spam, hai la mia personale garanzia di qualità J

Complimenti! A breve riceverai una email di conferma, se non la vedi, controlla nello spam!

Ci sei quasi!

Sei a un passo dal ricevere i 10 Libri da Leggere prima di Morire! Non ti invierò mai alcun tipo di spam, hai la mia personale garanzia di qualità!

Complimenti! A breve riceverai una email di conferma, se non la vedi, controlla nello spam!

Ci sei quasi!

Sei a un passo dal ricevere Le 3 Case Editrici che pubblicano Libri migliori della GDO! Non ti invierò mai alcun tipo di spam, hai la mia personale garanzia di qualità!

Complimenti! A breve riceverai una email di conferma, se non la vedi, controlla nello spam!