fbpx

La vertigine del caso – Secondo movimento

Vanessa Chizzini

da | Ottobre 14, 2019

la vertigine del caso

Anagrafica:

Autore: Vanessa Chizzini
Editore: StreetLib
Data: 2019
Pagine: 351

Naviga i contenuti:

Recensione

Cari lettori, tempo fa vi parlai del progetto editoriale di Vanessa Chizzini, “La vertigine del caso – primo movimento”, oggi torno a parlarvi di questo progetto in occasione dell’uscita del secondo movimento che comprende “Questo nostro mondominio” e “Gli intempestivi”.

SINOSSI

“Questo nostro mondominio” e “Gli intempestivi” formano il secondo movimento del progetto letterario “La vertigine del caso”. Due storie, due luoghi, due stagioni, la stessa città. Milano, una casa di ringhiera in un pomeriggio d’aprile e una piscina all’aperto una mattina di luglio. Qui ritroviamo Mic, Sam e la signora Adriana, insieme ad alcune nuove conoscenze: Ume, sarta e amica della signora Adriana, che accoglie tutti con una domanda sull’amore non corrisposto, Mario, l’ex custode del palazzo che guarda con sospetto chiunque varchi il portone, Egidio che fa il calzolaio e parla in modo bizzarro, e poi Loriana “Quale Allegria”, Marianna “Senz’Anna”, i due cugini damerini, la regina del teatro… In un ribollire di discorsi e soprannomi ci si imbatte nell’ambrogino di pezza, che è un premio dato “alla rallegranza”, nella ragazza ibseniana citata da Ettore Majorana in un messaggio scritto prima di scomparire, in uno strano relitto affondato che forse è un fantasma tra altri fantasmi, negli intempestivi e nel loro manifesto, che si rivela terreno di confronto sulle diverse personalità, le scelte fatte e le prospettive future. Sul filo di dialoghi incalzanti si intesse una lingua in perenne tensione tra quotidianità e visionarietà e ricca di rimandi, perché nella vertigine del caso presto o tardi tutto torna.

RECENSIONE

Avevamo chiuso la lettura del primo movimento congedandoci da Mic e Sam, due amiche dai caratteri molto diversi che hanno trovato il modo di completarsi e rendere la loro amicizia unica. Le avevamo conosciute durante un weekend al mare dove fecero amicizia con la Signora Adriana, una donna particolare che ha saputo catturare l’affetto delle due ragazze. Proprio qui, in spiaggia, siamo venuti a conoscenza della cabine spalma-crema (macchinari simili ad autolavaggi che, appunto, spalmano la crema sui corpi dei bagnanti; infine, insieme a loro abbiamo incontrato un treno d’epoca il quale aveva smarrito misteriosamente tutti i suoi passeggeri.

Le premesse per un romanzo in grado di riflettere sulle “stranezze della vita”, quegli interrogativi che attanagliano l’uomo, c’erano tutti e li ritroviamo anche nel secondo movimento di questo incredibile progetto editoriale che Vanessa Chizzini ha condiviso con i suoi lettori.

Il secondo movimento si apre esattamente un anno dopo al viaggio in treno che ha condotto Mic, Sam e la Signora Adriana a Venezia; troviamo Mic e la Signora Adriana nel cortile di un palazzo un po’ trasandato (l’autrice descrive il condominio come un luogo desolato, nel quale sembra mancare ogni segno di vita) dove abita, Ume, sarta e amica della Signora Adriana.

La voce narrante della storia è Mic e, sebbene tutta la vicenda si svolga nell’arco di qualche ora, la breve permanenza delle tre donne in quel condominio è sufficiente ha dare l’impressione di un cambiamento radicale; come nel primo movimento, anche in questo secondo Mic è colei che mostra un pensiero molto profondo ed infatti la sua mente è martellata da numerosi dubbi.

La vita nel condominio sembra tornare improvvisamente con l’arrivo di Sam nel cortile del condominio. Ecco che il condominio che fino a quel momento era stato un luogo deserto, diventa il mezzo attraverso il quale osservare la vita delle persone ed il mondo da ogni punto di vista e da angolazioni così diverse da darti l’impressione di guardare cose differenti, benchè si tratti della medesima cosa.

Una frase del romanzo descrive perfettamente questa sensazione: “quello che non si vede non è meno importante di quello che è in piena luce”.

Proseguendo con la storia ci si imbatte in altre situazioni e altri personaggi: torna Ettore Majorana, già incontrato (sebbene attraverso un racconto) nel primo movimento. Qui è lui che parla per mezzo della lettera scritta prima della sua scomparsa e nella quale ci parla di una ragazza isbeniana; incontriamo anche l’ambrogino di pezza, premio dato “alla rallegranza” (che ricorda tanto l’ambrogino d’oro che designa le onorificenze conferite dal Comune di Milano); ma incontriamo anche il “fantasma” di uno strano relitto affondato e che è, forse, l’emblema di tanti altri “fantasmi” strani della storia.

CONCLUSIONE

Insomma, avete capito che la lettura di questo secondo movimento non lascia spazio alla noia. Se siete in cerca di una storia “pazzesca” che vi trascini in un viaggio avventuroso, ma che dia anche modo di riflettere sulle vicissitudini della vita, “La vertigine del caso” è un romanzo che non potete lasciarvi scappare.

Mi chiamo Virginia...

Nata a Desio, in provincia di Monza, 25 anni, 153 cm e mezzo (!!!).

Blogger per passione prima e per lavoro poi, credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, che spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

Leggo circa 12 libri al mese, e li recensisco sul mio Blog LeggIndipendente.

Se vuoi farmi sapere cosa ne pensi, consigliarmi un libro, o anche solo fare due chiacchiere, puoi scrivermi a virginia@leggindipendente.com

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *