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Donna con due ombre

da | Maggio 11, 2020

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Recensione

Donna con due ombreCari lettori, ho avuto il piacere di leggere il romanzo “Donna con due ombre” e di incontrare la sua autrice Rita Guardascione per una interessante chiacchierata. La storia è affascinante e ricca di colpi di scena che portano il lettore a sfogliare freneticamente il romanzo per scoprire come va a finire la storia.

LA TRAMA

Micol ha trentacinque anni ed è un’affermata psicoanalista, ma dietro questa apparente normalità si cela il suo impenetrabile ruolo di killer, un’efficiente arma di morte che lavora alle dipendenze di un uomo potente che conosce il suo passato, Mario Alain. Dopo diciassette anni, le due vite di Micol cominciano a scontrarsi, e in questa doppia esistenza le persone attorno a lei iniziano a palesarsi per ciò che sono: pedine di un gioco lucido e crudele.

L’INTERVISTA

1)Il titolo del tuo romanzo “Donna con due ombre” richiama ad una visione dualistica. Parlaci di questo aspetto e del perché hai scelto di trattarlo nel tuo romanzo.

Sì, il titolo evidenzia il concetto di dualismo. Questo aspetto percorre l’intera storia e caratterizza soprattutto la protagonista. La carica del dualismo sta nella sua stessa natura, nel suo essere complementare o contrapposto quindi l’ho ritenuto determinante per far evolvere il personaggio di Micol e, necessario, per descrivere gli scenari nei quali lei si muove. Gli elementi che riceviamo per educazione o indirettamente dall’esterno, quelli che poi diventano il nostro corredo intimo, li assorbiamo in tutte le loro forme, il loro essere eterogenei.  Durante la nostra crescita ne scegliamo alcuni per caratterizzarci, mentre altri restano nel profondo e si manifestano attraverso il nostro istinto oppure rimangono dormienti, quasi nulli, per sempre o almeno fino a quando ci si imbatte in una particolare situazione che consente loro di emergere. Spesso possediamo anche connotazioni che nell’altro ci fanno orrore, ci affascinano o ci stupiscono senza però esserne coscienti e, fino a quando non si crea la condizione adeguata, queste possono rimanere sommerse. Alla protagonista succede proprio questo, a un certo punto della sua ordinaria vita si ritrova a imbracciare una pistola, a ricoprire un ruolo e a doverlo sostenere. Cosa che non avrebbe mai immaginato di dover e saper fare.  

2)La protagonista del tuo romanzo è una donna atipica perché, tornando al discorso del dualismo, sceglie di ricoprire due ruoli molto particolari, quasi inconciliabili, ma che ad una lettura attenta si completano alla perfezione. Parlaci di questo personaggio e del dualismo insito nel suo animo e nella sua vita.

Micol è atipica non per condizione sociale, origini o professione, ma perché a un certo punto esce dall’ordinario. Spinta da una causa intima decide di proporsi come killer, poi quello che doveva essere un compito momentaneo diventa un obbligo, un ricatto nel quale rimane imbrigliata. La Micol Psicoanalista e la Micol Killer però coesistono senza ingerenze, in nome di quella dualità a volte estrema che ci porta a essere tutto e il contrario di tutto contemporaneamente. Un opposto con il quale lei convive, ma mai si concilia perché i ruoli non sono compatibili e funzionano fino a quando riescono a scorrere paralleli. Successivamente, quando il ricatto forza la Micol Killer a sporcare i principi e gli affetti che, nella diversificazione dei ruoli, non si sono mai scissi, allora il contrapposto diventa insostenibile, deve necessariamente liberarsi della soggiogazione per salvare ciò che ama e se stessa.  

3)La trattazione psicologica del tuo protagonista è espressa in modo molto approfondito: a che tipo di letteratura ti sei ispirata per delineare questo personaggio? 

Non sono mai stata una lettrice tematica. Ho sempre scelto le letture in base allo stato d’animo o all’interesse che prevaleva in un determinato periodo della mia vita. Uno di questi è stato caratterizzato fortemente dalla particolare attrazione verso la psicologia, che non ho mai approfondito con un vero studio ma attraverso testi che riuscivano in quel momento ad appagare la mia curiosità.  Sicuramente questo ha influenzato la costruzione del personaggio, sia dal punto di vista intimo che della sua professione, infatti Micol è una psicoterapeuta.  

4)Come è da intendersi il rapporto che Micol, la protagonista, ha con gli altri personaggi che hai inserito nel romanzo? C’è un personaggio secondario particolarmente importante per lei?

Dal punto di vista affettivo sicuramente i genitori adottivi rappresentano l’ispirazione della sua parte migliore e lei ricambia il loro amore con una dedizione e un senso di protezione possente. Il personaggio però che irrompe nella sua vita professionale, innesca curiosità e positivamente si evolve è sicuramente Jessica. Una tredicenne abusata con la quale intraprende un percorso terapeutico inizialmente ostico che poi si rivela una via d’uscita per entrambe.  Jessica rappresenta per Micol una sfida da vincere e il mezzo involontario che le permette di penetrare una realtà altrimenti sconosciuta.  La trasformazione di un do ut des che strada facendo perde l’obbligo e si rivela un sostegno affettuoso e di rispetto reciproco.

5)In chiusura, vorrei chiederti di parlarci dell’ambientazione del tuo romanzo. La regione teatro dell’azione dei tuoi personaggi è la Campania con la sua natura e bellezza spesso trascurata. Parlaci del rapporto che lega Micol a questa terra e anche del tuo rapporto con Napoli e la Campania.

Come ho spesso dichiarato in altre interviste, in Donna con due ombre, esclusi i personaggi principali, i luoghi che descrivo sono tutti reali. Tutto si muove tra Napoli e a Bacoli, cuore dei Campi Flegrei. Ma la terra flegrea è anche il luogo dove io sono nata, in cui tutt’ora vivo e, come la protagonista, nutro un legame molto intenso. Quando ho iniziato a scrivere questo romanzo c’era innanzitutto il desiderio di creare per dare corpo al personaggio, ma via via è subentrata anche la necessità di evidenziare un disagio intimo che molti, come me, vivono ogni giorno perché spettatori di realtà contrastanti, convivenze di bellezza e disarmonia.  Pertanto gli scenari sono i coprotagonisti e la fisicità dei luoghi che descrivo è così com’è, senza alterazioni o menomazioni. Le contraddizioni della natura e quelle costruite dall’uomo, poche volte rispettoso e simmetrico, spesso abietto e speculatore, ci sono tutte. Nella contraddizione emerge soprattutto la bellezza della Terra dei Miti che la protagonista sente come la sua seconda casa. Micol, infatti, pur ignorando le sue origini attribuisce al fascino di questi posti il suo attaccamento.

L’AUTRICE

Rita GuardascioneRita Guardascione nasce a Monte di Procida, in provincia di Napoli, nel 1964. Diplomata, insegna prima nella scuola elementare, poi si dedica al commercio. Amante del teatro e delle fiabe, rappresenta la pièce “Una condizione assolutamente privata” (teatro Leopardi 1994) (Castello aragonese di Baia1996) (Benevento città spettacolo rassegna 1997). Pubblica “Il lago rapito” (Homoscrivens, 2003), la filastrocca “La particella Universale” (2005) e nel 2006 vince il concorso internazionale “Una poesia per l’Alzheimer” con il racconto “L’assenza”. Nel 2017 pubblica il romanzo “Donna con due ombre” edito da Homoscrivens.

Mi chiamo Virginia...

Nata a Desio, in provincia di Monza, 25 anni, 153 cm e mezzo (!!!).

Blogger per passione prima e per lavoro poi, credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, che spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

Leggo circa 12 libri al mese, e li recensisco sul mio Blog LeggIndipendente.

Se vuoi farmi sapere cosa ne pensi, consigliarmi un libro, o anche solo fare due chiacchiere, puoi scrivermi a virginia@leggindipendente.com

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