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Le cinque donne. La storia vera delle vittime di Jack lo squartatore

da | Settembre 7, 2020

Anagrafica:

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Recensione

“Erano povere, alcune al punto da non avere un tetto,
apparentemente uccise tutte nel sonno e, tranne una, note a familiari
e conoscenti come tutt’altro che prostitute… Perché i Vittoriani abbiano preferito
abbracciare il mito delle prostitute è una delle questioni di questo libro;
l’altra è perché continuiamo a farlo oggi.”

TRAMA

Londra, 1887: l’anno, recitano i libri di storia inglese, del Giubileo d’Oro, dei festeggiamenti per il cinquantenario dell’ascesa al trono della regina Vittoria. L’anno, però, anche di una storia di cui pochissimi sono a conoscenza, e che i più preferiscono dimenticare: la storia di una senzatetto, Mary Ann Nichols, detta Polly, che bivaccava come tanti a Trafalgar Square. A differenza della monarca, la sua identità sarebbe presto caduta nell’oblio, anche se il mondo avrebbe ricordato con grande curiosità il nome del suo assassino: Jack lo Squartatore. Polly fu la prima delle cinque vittime «canoniche» di Jack lo Squartatore, o di quelle la cui morte avvenne nel quartiere di Whitechapel nell’East End. Al suo omicidio seguì il ritrovamento dei cadaveri di Annie Chapman, Elizabeth Stride, Catherine Eddowes e Mary Jane Kelly. La brutalità degli omicidi di Whitechapel sconvolse Londra, soprattutto perché l’assassino riuscì a darsi alla macchia senza lasciare indizi circa la sua identità. Mentre il cosiddetto «autunno del terrore» volgeva al termine, Whitechapel si riempì di sedicenti giornalisti intenti a cavalcare l’onda. I giornali andarono a ruba e, in mancanza di informazioni certe da parte delle autorità, le pagine furono sommerse di infiorettature, invenzioni e voci infondate, come quella secondo cui i pensionati di Whitechapel fossero «bordelli di fatto, se non di nome», e quasi tutte le donne che vi risiedevano, con pochissime eccezioni, fossero delle prostitute. Per centotrenta anni le vittime di Jack lo Squartatore e le loro vite sono dunque rimaste invischiate in una rete di supposizioni, pettegolezzi e ipotesi inconsistenti, cosicché oggi, le storie di Polly, Annie, Elizabeth, Kate e Mary Jane portano ancora impressi il marchio e la forma che i valori vittoriani hanno dato loro: maschili, autoritari e borghesi. Valori elaborati in un’epoca in cui le donne non avevano né voce, né diritti. Ma chi erano queste donne, e come hanno vissuto prima che la loro esistenza venisse barbaramente spezzata dalla mano di un feroce assassino? Attraverso un imponente lavoro di documentazione e una scrittura che lo rende appassionante come un romanzo, Le cinque donne riesce pienamente nel suo obiettivo di dare un volto alle donne che per troppi anni sono rimaste oscurate da un mito, restituendo loro ciò che tanto brutalmente hanno perduto insieme alla vita: la dignità.

L’AUTRICE

Hallie Rubenhold (Los Angeles, 1971) è una scrittrice e una storica. Le cinque donne ha vinto il Premio Baillie Gifford per la non-fiction.

SCHEDA TECNICA

 

TITOLO: Le cinque donne. la storia vera delle vittime di Jack lo squartatore
AUTRICE: Hallie Rubenhold
EDITORE: Neri Pozza
PAGINE: 400
ANNO PUBBLICAZIONE: 2020

Mi chiamo Virginia...

Nata a Desio, in provincia di Monza, 25 anni, 153 cm e mezzo (!!!).

Blogger per passione prima e per lavoro poi, credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, che spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

Leggo circa 12 libri al mese, e li recensisco sul mio Blog LeggIndipendente.

Se vuoi farmi sapere cosa ne pensi, consigliarmi un libro, o anche solo fare due chiacchiere, puoi scrivermi a virginia@leggindipendente.com

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