fbpx

A tempo di tango. Scacco matto a Buenos Aires

da | Ottobre 26, 2020

Anagrafica:

Naviga i contenuti:

Recensione

Cari lettori, oggi vi parlo di un romanzo coinvolgente e ricco di colpi di scena: sto parlando di “A tempo di tango. Scacco matto a Buenos Aires” di Mario Abbati, edito da Bookabook. Ho avuto anche il piacere di parlare con l’autore, qui sotto trovate l’intervista. Buona lettura!

TRAMA

Il Tempo che governa i passi del tango e il corso ordinato degli eventi, all’improvviso, inizia a prendersi gioco del maestro di ballo Toni de Mastrangelo: la sua vita perde ritmo e logica, trascinandolo in una caotica partita a scacchi di cui lui non conosce le regole. La sua fidanzata, la sua auto, la sua scuola di tango danno infatti segni di cedimento sospettosamente sincronizzati, spingendolo a trovare finalmente il coraggio di volare verso il luogo mitico per ogni tanghèro: Buenos Aires.

Bussola disorientata di questo viaggio è il Pangioco, una versione alternativa degli scacchi creata dal misterioso artista argentino Xul Solar, amico intimo di Borges, e acquistata per caso da Toni.
Da questo strano gioco il protagonista verrà trascinato in una sequela di inganni, pericoli e rivelazioni, insieme a collezionisti di tarocchi, un poeta postavanguardista, una conturbante massaggiatrice, un gatto psicologo e un maestro di tango che non balla.

INTERVISTA

1) Il romanzo che hai scritto ha come protagonista Toni de Mastrangelo, un maestro di tango al quale la vita ha deciso di giocare qualche brutto scherzo. Parlaci di lui e spiegaci, senza spoilerare troppo della trama, come è stato possibile per Toni passare dall’avere una vita tranquilla e ordinaria ad essere inseguito da un ladro fino a Buenos Aires.
In realtà Toni De Mastrangelo è in cerca di un cambiamento nella sua vita, ma questa esigenza per lui esiste solo a livello inconscio, cioè non è ancora affiorata alla superficie della coscienza. È quindi il mondo esterno, l’universo, che lancia dei segnali a Toni affinché un movimento che è soltanto interiore possa emergere come prassi nella realtà. La molla scatenante di questo processo è l’acquisto di Cosmic Chess – gli Scacchi Cosmici, che al loro interno celano il Pangioco – nella ludoteca.

2) Rimaniamo su Toni de Mastrangelo. Nella prima parte del romanzo gli capita una serie di imprevisti che fanno pensare a delle coincidenze davvero strane: gli si ferma l’auto, è costretto a chiudere la sua scuola di tango e viene lasciato dalla fidanzata per il suo rivale e nemico. Nel romanzo, però, è chiaro che le coincidenze centrano fino ad un certo punto, e che in realtà a guidare il protagonista in queste spiacevoli peripezie ci sia qualcos’altro, qualcosa che si potrebbe definire quasi sovrannaturale o comunque difficile da spiegare con la logica. E’ così? Quanto centrano le coincidenze nella vita del tuo protagonista?
Le coincidenze giocano un ruolo fondamentale nel romanzo e quindi nella vita movimentata di Toni De Mastrangelo. Tuttavia, sarebbe più corretto parlare di “coincidenze significative” piuttosto che di semplici scherzi del caso. Dietro questa denominazione emerge il concetto di “sincronicità”, espresso da Jung durante una lunga collaborazione con il fisico Wolfgang Pauli, ossia la corrispondenza che possiamo scoprire fra stati d’animo interiori e fatti esteriori, come quando sogniamo un amico che non vediamo da tanto tempo e il giorno dopo, guarda caso, lo incontriamo per strada. La sincronicità serpeggia fra Roma e Buenos Aires aggregando fatti in apparenza privi di correlazione in un tutt’uno dotato di senso.

3) Come riporti anche nel titolo, la vita del protagonista sembra una strana partita di scacchi, dove ogni mossa potrebbe essere quella decisiva e nella quale, se commetti anche solo un errore, rischi di perdere. Toni non ha molta familiarità con gli scacchi, ma decide di regalare un gioco simile ad un amico che invece ne è appassionato. Purtroppo per Toni, il regalo che acquista non è quello tradizionale, ma uno che lo ricorda molto: il Pangioco, inventato da Xul Solar proprio a Buenos Aires e in seguito trafugato dal museo dove era esposto. Da qui la vita del protagonista si complica ulteriormente e decide di andare a Buenos Aires nella speranza di rimediare all’errore. Come mai hai scelto proprio il Pangioco e perchè ha così importanza per il ladro che pedina Toni?
Anni fa ebbi modo di partecipare a un’esposizione su Borges che si tenne a Barcellona e in una delle sezioni veniva citato Xul Solar, artista e amico intimo del celebre scrittore che visse a Buenos Aires nel ventesimo secolo. Fra le molte invenzioni di Xul Solar, mi colpì in modo particolare quella del Pangioco, una variante multiforme del gioco degli scacchi che faceva uso di una lingua universale, la Panlingua, anch’essa ideata da Xul Solar. Così pensai di costruire una storia che avesse nel Pangioco il motore narrativo in grado di condizionare le traiettorie dei personaggi e farle intersecare in una trama avvincente. Nella storia i protagonisti scoprono che il Pangioco, oltre a funzionare come piacevole passatempo, è una struttura creativa in grado di manipolare il tempo e come tale calamita l’attenzione anche di personaggi loschi come Morgan Parisi, interessati ai risvolti economici di un tale strumento.

4) Nel tuo romanzo ci sono diversi personaggi e quello che mi ha colpita maggiormente è stato sicuramente Vinicius. Parlaci di lui e del rapporto che ha con Toni.
Tutti i personaggi della storia, chi più chi meno, si dimostrano anticonformisti, soprattutto nel tentativo di forzare il ritmo lineare del tempo per scoprire nuove dimensioni della realtà. Vinicius, tra di essi, è colui che esplica con maggiore veemenza questa voglia di “a-normalità”, a partire da come vince i concorsi di poesia (utilizzando in cascata i traduttori di Google) al suo strano rapporto di amicizia con Sigmund, il gatto domestico che si chiama come Freud ma dimostra tendenze junghiane. Come anfitrione di Toni nella seconda parte del romanzo, Vinicius è la copertura più affidabile ed empatica che consente al protagonista di ricostruirsi una vita accettabile dopo le disavventure romane.

5) I ruoli di Estela e Morgan Parisi sembrano essere molto decisivi per l’epilogo della storia? Come ti sono venuti in mente questi personaggi?
Mi piaceva l’idea di un personaggio femminile dall’apparenza sciatta e scontata, ma che dietro la maschera sfoderasse un carattere esplosivo a tal punto da tracimare nella perversione. Così ho pensato ad Estela, prendendo spunto da amicizie femminili che operano nel settore dei massaggi e della naturopatia, fornendo così al personaggio un ulteriore strato esoterico che ben s’intonava con il clima del romanzo. Anche Morgan Parisi, il “cattivo” della storia, è un personaggio ambiguo, un po’ come Estela di cui difatti è amante, presentando un lato colto e accattivante ma pronto a trasformarsi all’istante in un demonio non appena i suoi interessi egoistici vengono minacciati dall’esterno.

6) Il tuo stile narrativo è estremamente piacevole alla lettura. Come è nata questa storia?
Il primo embrione della storia nacque in occasione della mia visita barcellonese alla mostra di Borges, dove conobbi l’opera geniale di Xul Solar e mi venne in mente di scrivere un romanzo che vedesse al centro il Pangioco, come strumento in grado di alterare il tempo e quindi le traiettorie esistenziali dei personaggi. Ma la prima versione della storia non mi lasciò soddisfatto e finì in un cassetto. Bisognava che si aggiungessero due tasselli fondamentali per dare luogo alla miscela giusta: il tango, che iniziai a ballare qualche anno dopo, e la mia personale ricerca sui Tarocchi che ancora oggi mi riserva soddisfazioni e meravigliosi suggerimenti. Naturalmente, a trasformare il primo tentativo deludente nell’ultima stesura hanno contribuito anche gli anni di studio che ho passato in una scuola di scrittura creativa romana, che mi hanno permesso di affinare lo stile e di utilizzare al meglio i principi della drammaturgia.

7) I temi che tratti sono molto particolari, ti sarai documentato molto per la stesura della storia. Come hai condotto il lavoro di “ricerca”?
Il lavoro di ricerca in realtà è durato anni ed ha accompagnato le diverse stesure del romanzo che si sono succedute nel tempo fino ad arrivare alla versione finale. Il primo tema, naturalmente, ha riguardato la biografia e la produzione artistica di Xul Solar e la sua relazione con Borges e l’élite culturale di Buenos Aires nella prima metà del ventesimo secolo; poi naturalmente mi sono documentato sul tango, sia sulla storia dei personaggi mitici che hanno alimentato questo ballo sia sulle orchestre che nel corso dei decenni hanno convertito la leggenda in brani musicali che tutti potevano danzare; infine, ho applicato i miei studi sui Tarocchi alla trama stessa della storia chiedendo alle carte suggerimenti drammaturgici ogni volta che c’era bisogno di sciogliere un nodo narrativo particolarmente intricato.

8) Qual è il messaggio che volevi trasmettere con questa storia?
Il messaggio principale che ho cercato di trasmettere, al di sotto della trama, riguarda il nostro rapporto con il tempo, in particolare la possibilità di scardinare l’ordine lineare del tempo, quello che ci hanno insegnato a scuola, per invadere nuove dimensioni di realtà. In sostanza, più sfidiamo la vita alterando il flusso costante del tempo, più la vita ci risponde mettendo a nostra disposizione possibilità che rimanevano altrimenti inaccessibili. Tale processo diventa praticabile se al posto della razionalità facciamo uso dell’inconscio, che quindi si configura come unica dimensione creativa in grado di consentirci un’esistenza autentica.

COSA PENSANO I LETTORI DI QUESTO LIBRO

  • Il mondo del tango fa da sfondo a questa bella storia di passioni, amarezze e improvvisi giri di giostra che catapultano il nostro protagonista da Roma a Buenos Aires. La vicenda è ammantata di mistero, a tratti rocambolesca e sempre sul filo del rasoio con un lato esoterico, quasi magico che ammanta buona parte della storia e da cui si evince la profonda conoscenza delle fonti a cui si ispira l’autore. Lettura scorrevole, intrigante e che cattura grazie ad un protagonista che si comporta e pensa come uno qualunque di noi e che si trova a fronteggiare ogni genere di imprevisto con umana audacia. E proprio per questo ci sa portare con sè senza indugio fino alla fine. (Vanna Profeti)
  • Una vita che sembrava scorrere nella giusta direzione, o almeno nella sola direzione possibile, all’improvviso crolla come un castello di carte. E’ questo quello che succede al protagonista del romanzo che, circondato da personaggi al limite del reale, si ritrova ad affrontare situazioni che non si sarebbe mai immaginato. Ma, come a volte accade, l’imprevisto spinge a cambiare il proprio modo di vedere le cose e, in questo caso, soprattutto il modo di concepire lo scorrere del tempo. Il concetto di tempo, insieme al tango, fanno da cornice a tutto il romanzo che scorre veloce e appassiona fino alla fine. (Elena Casini)

Trovi altre recensioni del romanzo “A tempo di tango. Scacco matto a Buenos Aires” di Mario Abbati sul sito della casa editrice Bookabook: https://bookabook.it/libri/a-tempo-tango/

Mi chiamo Virginia...

Nata a Desio, in provincia di Monza, 25 anni, 153 cm e mezzo (!!!).

Blogger per passione prima e per lavoro poi, credo fermamente nella bibliodiversità e nelle realtà editoriali indipendenti, che spesso nascondono perle di cui pochi sono a conoscenza.

Leggo circa 12 libri al mese, e li recensisco sul mio Blog LeggIndipendente.

Se vuoi farmi sapere cosa ne pensi, consigliarmi un libro, o anche solo fare due chiacchiere, puoi scrivermi a virginia@leggindipendente.com

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *